Passano i Maya, ma il fascino delle profezie resta. Francese, 37 anni, diversi libri all’attivo, già premio Lilas 2009 e Thyde Monnier 2010, con Le effemeridi(La Linea) esordisce in Italia e racconta i tre mesi che precedono il 21 marzo 2013, una data da nulla: quella della scomparsa dell’umanità. Protagonisti: Tara, prostituta sadomaso in un club esclusivo di Glasgow; Simon pittore londinese malato terminale ma felice perché non sarà il cancro a ucciderlo; Sophie, parigina, madre ansiosa e possessiva. E per Amélie Nothomb è «il più affascinante romanzo sulla fine del mondo».
Stéphanie Hochet è stata all’Ibs bookshop giovedì, a intervistarla Jadel Andreetto dei Kai Zen interessato prima di tutto alla scelta dei personaggi. La Hochet sorride: «me lo chiedono tutti! È che volevo parlare della bizzarria del mestiere di Tara. Mi sono informata, fatto interviste e ho scoperto che in fondo è una che crea drammaturgie per uomini che hanno bisogno di essere dominati e puniti. Ma non potevo usare solo la sua prospettiva, mi servivano più angolature, e una collisione tra personaggi». Magari anche legati tra loro: così ecco il pittore «ispirato a Bacon e la madre che vive la follia più banale, ma diabolica: la quotidianità nella banalità del male».
La storia si svolge tra Gran Bretagna e Francia, dove tutti continuano a lavorare nonostante la fine imminente, o sono presi da un desiderio di saccheggio. Ma in realtà, per quanto possa dire la Nothomb, secondo Andreetto «l’apocalisse sembra una scusa per raccontare queste figure», e la Hochet non ha problemi ad ammetterlo: «parlo di un Annuncio, di un momento in cui è predetta con precisione una catastrofe. Ma resta tutto molto vago. Si sa che accadrà il giorno dell’equinozio, ma non do tutte le chiavi e il lettore deve lavorare. Per me è una metafora della finitudine: gli uomini prendono coscienza che tutto finisce in tre mesi, e io faccio solo emergere i comportamenti tra le persone, come scelgono di vivere. Tara cerca un vecchio amore, Simon si libera della paura della morte e finalmente s’innamora di Ecuador, una cantante di fado, e Sophie lascia libera la figlia».
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